La nuova Arte USA – Opere che sfidano il mercato dei prossimi 20 anni

America-Italia, andata e ritorno: è in arrivo a Casteggio un bastimento carico di arte. Da New York alla Pennsylvania, dalla California alla Virginia, passando per il Kansas, e poi giù fino a Mexico City: “USA e NON getta – Novità e conferme dagli Stati Uniti, cosa resterà nel prossimo ventennio” apre i battenti oggi a partire dalle 14:30 nella galleria Luca Sforzini Arte (in via Porro 2) « è un tentativo -spiega Sforzini -di mettere ordine nell’ enorme mole di proposte artistiche che arrivano dall’America, a portata di un click sul computer». Questa mostra suggerisce una chiave di lettura, la lascia intuire senza dichiararla, come fossero dei “consigli per gli acquisti”. Eccole dunque le venti tele selezionate da Sforzini, sfilare come delle modelle in passerella: ci sono i TMNK e SOSIC group da New York, dove SOSIC sta per “Soho Street Ink Collective” e TMNK per “The Me Nobody Knows”, definiti da qualcuno gli eredi di Basquiat. Sono una factory di strada nata a Soho che conosce come unico palcoscenico i marciapiedi della Grande Mela; un gruppo di artisti che a volte collaborano insieme, mantenendo però la propria prospettiva individuale. TMNK ama de­finire i dipinti come geroglifici urbani, che assembla, costruisce, dipinge e graffia su ogni superfide che trova: un mix di simboli, astrazione figurativa, parole su uno sfondo socio-politico di estrema attualità.
Da New York arrivano anche LA2 (classe 1967, allievo di Keith Haring; RD357 (classe 1968), writer attivo da quasi 30 anni, conosciuto col nickname “the last man standing” e dotato di un particolarissimo stile gotico e surreale; COP’E2 (classe 1968), una leggenda del graffitismo, mestro del “graffiti wildstyle” tipico del Bronx, che vanta prestigiose collaborazioni con Adidas, Footlocker, Converse e Time Magazine; SJKl 71 (classe 1950), Fuzz One (classe 1962), Tracyl68 (classe 1958), tre “mostri sacri” della prima generazione, pionieri del graffittismo. Con loro sfilano Gus Fink (Hazleton, Pennsylvania 1979), astro nascénte dell’outsider Art americana. Ogni sua opera è una fiaba dipinta, che a volte assume contorni gotici. DAVMO (Norfolk, Virginia 1960) è più concettuale, con spunti astratti e qualche influenza graffittista, e Paul Kostabi (Whittier, Califor­nia 1962), pittore e musicista, è orientato verso una scelta multi­culturale. Leonardo Nierman, voce fuori dal coro, arriva da Mexico City (casse 1932) ed è considerato il più grande pittore astrattista vivente dell’America Latina. Noto come il “Jackson Pollock” messicano, è apprezzato per le sue composizioni cosmiche e incantate, brillante esempio di fusione tra lo sguardo dell’anima e lo spazio infinito. La mostra è aperta fino al 20 dicembre. Aperta su appuntamento, per informazioni: 331-4125138, lucasforziniarte@ libero.it (c. arg,)