Le opere di quattro grandi artisti pavesi a confronto – Ornati, Raffele, Mantica e Viriglio a Casteggio, Galleria Luca Sforzini Arte

La Provincia pavese 06.03.2013 pag.49 – ARTE

CASTEGGIO -Il contemporaneo e l´innovazione ma anche la tradizione e il patrimonio locale:la galleria Luca Sforzini Arte, dopo mesi dedicati a codici e artistidecisamente “attuali”, getta un occhio alla storia, quella passata di recente,e si concentra su nomi legati al territorio pavese. “Per attirare l´attenzionedella città – spiega Luca Sforzini – su piccoli pezzi del suo patrimonio artistico e culturale,dando un impulso alla valorizzazione culturale degli stessi e alla crescita diconoscenze e consapevolezza sull´argomento anche presso gli organid´informazione, le Istituzioni e le pubbliche Amministrazioni della Provincia”.Sino alla fine di marzo gli spazi della galleria ospitano “Ornati-Raffaele-Mantica-Viriglio:4 opere di 4 grandi artisti pavesi a confronto”, ovvero quattro dipintisignificativi che dialogano tra loro. C´è l´Ingresso di villa di Mario Ornati(Vigevano 1887-Milano 1955), un olio su tela del 1919, e accanto i “Bastioni diPorta Garibaldi” di Riccardo Viriglio (Pavia 1897-1951), il “Paesaggio” di AmbrogioRaffele (Vigevano 1845-1928), un olio su cartone, e l´”Approdo in Valganna” di AlfredoMantica (Senago MI 1904-Broni 1996), un pastello a cera su cartoncino del 1963.Riccardo Viriglio, colorista amato dal pubblico e dalla critica, era allievo diGiorgio Kienerk alla Civica Scuola di Pittura di Pavia, e quindi del Talloneall´Accademia di Brera. Ambrogio Raffele, capace di conferire equilibrio edarmonia ai suoi dipinti con sapiente dosaggio di volumi e colori, avevastudiato con Fontanesi e Andrea Gastaldi all´Accademia Albertina di Torino edera amico del grande maestro americano Sargent. Mario Ornati, professoreall´Accademia di Brera e poi a Palermo, raccolse ovunque plauso, apprezzamentoe riconoscimenti. Tra gli altri,Carlo Carrà ne lodò molto l´opera. Alfredo Mantica, forse il più conosciuto deiquattro, era amico di Birolli, Guttuso, Manzù e Sassu, e insieme con loro nellastorica mansarda di piazzale Susa (a Milano) diede il via a “Corrente”, ilmovimento artistico che negli anni ´30 e ´40 del Novecento portò una scossaalla cultura italiana. Mantica era pittore, ma anche ceramista e non disdegnòneppure l´affresco e il mosaico (un suo “Presepe” è in Sant´Ambrogio a Milano).Tentò tutte le tecniche, provando perfino l´informale, che eseguiva ascoltandodischi di jazz. Ma il suo forte era e restava la figurazione: amava i colorilimpidi, di un fauvismo disteso e sereno, tanto distante dal chiarismopostnovecentesco. Amava inoltre la natura: dipingeva fiori, nature morte,composizioni e paesaggi, quei paesaggi dell´Oltrepò cui era tanto affezionato.Non era mai stato e continuava a non essere un pittore di provincia, aveva unapersonalità specifica e un orizzonte internazionale. Oggi le sue opere sitrovano in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, da Parigi a Tokyo,da New York ad Alessandria d´Egitto. La mostra è visibile su appuntamento: tel.331-4125138 – www.lucasforziniarte.it – lucasforziniarte@libero.it.

Chiara Argenteri