Una BUSSOLA per INVESTIRE in ARTE – 3 – «Questo l’ha dipinto quand’era all’asilo. Sarà un affare»

Van Gogh muore a 37 anni, e come lui Toulouse-Lautrec. Modigliani si ferma a 36, Boccioni a 34, mentre Basquiat e Schiele se ne vanno all’età di 28 anni. Tutti, come molti altri enfants prodige, capaci di incantarci come le farfalle, per il breve tempo d’un battito d’ali. Certo, non è destino comune. Pur senza raggiungere i patriarchi antidiluviani, altri artisti hanno “prodotto” opere per molti decenni : Fattori lascia questo mondo a 83 anni, Monet a 86, Pissarro a 90, Hayez a 91.

Perché ciò dovrebbe esser rilevante, ai fini dell’investimento in Arte? Perché raramente la qualità artistica, l’originalità, la rarità, tutti fattori – assieme ad altri – da cui dipende il valore economico di un’opera, si mantengono inalterati per decenni. “Ho un Enrico Baj!” Grande artista, splendido! Anni ‘50/’60 o anni ’90? Perché nel primo caso parliamo di alcune decine di migliaia di euro, nel secondo di alcune migliaia (senza le decine…)

Sarà quindi così facile? Più un’opera è “datata” e più vale? Ahimè, sarebbe il segreto di Pulcinella… Se acquistiamo un’opera “troppo” giovanile rischiamo di trovarci poco più di uno studio d’accademia; ma può anche darsi che il valore precipiti per opere “tarde” perché in chiusura di carriera l’artista si è un po’ seduto sugli allori… Parte centrale della carriera (le cosiddette opere “della maturità”?) Sì, ma anche in questo caso con distinzioni significative : non si può mai prescindere dalla conoscenza complessiva della produzione di un artista, e qui sta la differenza tra un grande affare ed un grande bidone.

Un esempio? Giuseppe Capogrossi (1900-1972) negli anni ’30 e ’40 fu un grande pittore figurativo. A partire dal 1950, con grande scandalo della critica, passò all’astrattismo, e divenne uno dei massimi esponenti dell’Informale a livello internazionale, distruggendo e riutilizzando molte sue tele figurative. Ora : non significa granchè dire “compro un Capogrossi”. Dimmi QUALE Capogrossi compri, e ti dirò QUANTO spendere.

Quindi, regola numero due : “Voglio un’opera del tal artista. Scelgo questa. Mi piace”. Domandati sempre : quando l’ha dipinta? E’ un suo compito in classe del Liceo? E’ di quando firmò un contratto con quella tivù che gli commissionava 50 opere al giorno? L’ha dipinta in fin di vita, quando i suoi occhi distinguevano solo ombre vaghe?

Morale? Se natura non facit saltus, pretium facit anfractus, eccome – quasi le capriole.

Luca Sforzini

Gallerista d’Arte – Consulente – Perizie, stime e valutazioni per assicurazioni & divisioni ereditarie

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