Una BUSSOLA per INVESTIRE in ARTE – 8 – Graffiti e Street Art come un “gratta e vinci” col premio assicurato

Quand’ero bambino, negli anni ’70, tirava il mito degli occhiali ai raggi X, che ti promettevano di vedere sotto gli abiti : goliardico strumento pubblicizzato sui mensili patinati d’allora sul cui impiego i più piccoli si sbellicavan di risate, i più grandicelli fantasticavano. L’equivalente odierno, molto più concreto (in tempi di crisi, si sa, si bada al sodo) è il paio di occhiali che trapassa la patina dei “gratta e vinci” scoprendo i premi sottostanti. Nel mercato dell’Arte non ce n’è bisogno. C’è un settore in cui tutti i tagliandi sono vincenti : la Street Art, o “graffitismo” se preferite.

La Street Art è l’ultimo capitolo della Storia dell’Arte ancora da scrivere compiutamente : non esiste neppure un testo di riferimento in lingua italiana. Ne deriva che acquistare un’opera di un “writer”, ai prezzi a cui son reperibili ora, è come procurarsi un biglietto vincente della lotteria. Basta adottare qualche elementare accorgimento. Regola numero uno : scegliere i graffitari autentici, che si son fatti le ossa sui vagoni della Metro e sui muri di periferia, ai confini della legalità, e scartare chi ha impugnato la bomboletta solo in pantofole, in salotto.

Qualche nome? Cope2 (New York 1968), acquistabile da un minimo di un migliaio di euro (Tecniche Miste su cartine della Metro di New York) a diverse migliaia di euro per le opere su tela. Seen (New York 1961), che ha appena registrato i suoi top price : 92.000 euro per uno spray su tela cm 220×500 (Cornette de Saint Cyr, Paris 5.4.2012) e 77.000 euro per uno spray su tela cm 220×220 (Artcurial, Paris 15.2.2012). Rae Martini (Milano 1976), le cui opere viaggiano ad alcune migliaia di euro. Duster (New York 1964), le cui Tecniche Miste su cartine della Metro sono ancora acquistabili a un migliaio di euro.

Senza contare che tanti piccoli mostri sacri metropolitani neppure si sono ancora affacciati al mercato. Per riferirmi solo a Milano, che pure è stata fucina e palestra d’elezione di valenti writers, penso a Raptuz (Milano 1968) , Lemon – che regalava le sue opere, Yndy, Phase2, Flycat, Phato e molti molti altri.

Il mercato dei graffitari, in Italia, è insomma tutto da costruire. Siamo molto indietro rispetto alla Francia, la capitale europea nel settore, o alla Germania, Paesi in cui si organizzano vendite dedicate e nelle cui aste passano spesso opere di Street Art contese dagli acquirenti a colpi di rilanci.

Da questo disallineamento tra Paesi del Vecchio Continente deriva qualche fenomeno curioso, ed economicamente stimolante. Un esempio? RD357 (New York 1968). Il 6 gennaio 2012 passa in asta alla Meeting Art di Vercelli una sua Cartina della Metro di New York. Molto bella. Euro 250. Francamente, da prendere al volo. Il 22 giugno 2012 a Piasa, Paris, ne passa un’altra. Un po’ meno bella. Euro 700.

In un mercato globalizzato, anche grazie ad internet, acquistare in Italia per monetizzare in Francia? Perché no…

Luca Sforzini

Gallerista d’Arte – Consulente – Perizie, stime e valutazioni per assicurazioni & divisioni ereditarie

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