Maurizio Fusari – L’orafo scultore varca il confine dell’Arte

GRAFFIGNANA – Graffignana, estremo lembo lodigiano che sfiora il pavese a Miradolo Terme, vede affermarsi la seconda generazione di orafi scultori. “…Ho cominciato perché è una tradizione di famiglia : mio papà è orafo da 60 anni, ed ha iniziato sotto la guida di Romolo Grassi, uno dei più prestigiosi laboratori di gioielleria e microscultura ai suoi tempi”: così Maurizio Fusari comincia a raccontarsi nel suo laboratorio zeppo di pinze, seghetti, tenaglie, crogiuoli. Ferri del mestiere che son come cartoline-ricordo per Fusari : “Sono affezionatissimo ai ferri consunti e rovinati : la testimonianza di tanti lavori scolpiti nella mia memoria”.

Partito dal laboratorio paterno, Maurizio Fusari si è poi formato alla scuola di un mostro sacro dell’Arte del ‘900 : Giò Pomodoro. “Mio papà aveva già dei contatti con lui; io l’ho incontrato da ragazzo, a 16 anni, ho cominciato a frequentare il suo laboratorio e non l’ho lasciato più…”. Fusari ricorda quegli anni : “Giò Pomodoro mi affidava la realizzazione di prototipi e gioielli, pezzi unici, microsculture. Era un uomo molto preciso, attento, severo, professionalmente serissimo; al punto che quando i gioielli non riuscivano esattamente come aveva in mente, non si faceva alcuno scrupolo a buttarli via. Perfezionista com’era, mandava in fumo come niente centinaia di ore di lavoro. Questo mi ha senz’altro trasmesso il rispetto verso il prodotto del mio lavoro e verso il committente, senza badare al valore economico della commessa”.

Giò Pomodoro come ispiratore e raffinato Maestro di tecnica. Continua Fusari : “Fu lui a rispolverare la fusione in osso di seppia, una tecnica antichissima in uso presso gli orafi precolombiani, in Sud America. Ho avuto la fortuna, e il privilegio, di poter imparare da un maestro di tale grandezza. Eppure anche adesso, a 47 anni, le cose da imparare son sempre tante : il lavoro più bello non è dietro le spalle, è quel che devi ancora immaginare”.

Immaginare un gioiello. Labile il confine che separa l’artigiano orafo dall’artista; ancor più labile se l’orafo traduce in materia il pensiero di Pomodoro . Viene naturale proseguire su quella strada. Conferma Fusari : “…Infatti ho collaborato assiduamente anche con altri grandi artisti : Salvatore Fiume, Aligi Sassu, Eugenio Carmi, Pietro Consagra ed altri mi hanno affidato la realizzazione dei loro gioielli artistici”. E la strada porta quindi, naturalmente, a valicare il confine dell’Arte : Fusari ora immagina, realizza e firma gioielli e sculture tutte sue : “Era inevitabile che io arrivassi a dire la mia…”. Il cerchio si chiude.

Fusari ha esposto al Parlamento Europeo di Strasburgo, al Guggenheim Museum di New York, a Monte Carlo, Dubai, Istanbul, al Museo del Diamante di Anversa. Al suo attivo importanti commesse per Amministrazioni pubbliche e prestigiose committenze private. Con la realizzazione esclusiva di gioielli d’Arte e microsculture artistiche, inizia la collaborazione di Maurizio Fusari con la Galleria Luca Sforzini Arte di Casteggio.

(da Pavia in Tasca, settembre 2011)

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